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Arciconfraternita del SS. Sacramento

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Arciconfraternita del SS. Sacramento
La storia dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di San Giorgio Morgeto

Introduzione

Tra le istituzioni religiose che hanno segnato profondamente la storia di San Giorgio Morgeto, l’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento occupa un posto di assoluto rilievo. La sua vicenda attraversa quasi cinque secoli di storia e si intreccia con quella della comunità sangiorgese, accompagnandone la vita religiosa, sociale e culturale.

Le confraternite, sorte nel Medioevo e diffusesi ampiamente dopo il Concilio di Trento, erano associazioni di laici che si proponevano di vivere con maggiore intensità la fede cristiana. Esse curavano il culto, assistevano gli infermi, accompagnavano i confratelli defunti, aiutavano i poveri e collaboravano con il clero nelle principali celebrazioni liturgiche.

Tra tutte, le confraternite dedicate al Santissimo Sacramento godevano di una particolare considerazione. Erano chiamate a custodire e promuovere la devozione verso l'Eucaristia, organizzando le solenni processioni del Corpus Domini e accompagnando il sacerdote quando portava il Viatico agli ammalati.

Lo storico Rocco Liberti definisce queste congregazioni come «le confraternite calabresi più antiche», ricordando come esse fossero «parecchio in auge nel Quattrocento» e si diffondessero in modo capillare dopo i privilegi concessi da papa Paolo III nel 1539. Perfino durante il periodo napoleonico, quando quasi tutte le confraternite vennero soppresse, quelle del Santissimo Sacramento furono le uniche ad essere mantenute in vita, proprio per la loro particolare funzione liturgica.

In questo contesto nasce la Confraternita del Santissimo Sacramento di San Giorgio Morgeto, una delle più antiche e prestigiose dell'intera Calabria.

Le origini: una confraternita nata nel Cinquecento

La storia documentata della confraternita ha inizio nel XVI secolo.
La prima testimonianza certa risale alla Visita Pastorale del vescovo Marco Antonio Del Tufo del 1586, nella quale viene attestata la presenza della confraternita nella Chiesa Matrice di San Giorgio Morgeto. Ma il documento rivela un fatto ancora più importante: essa risultava aggregata all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Roma fin dal 1545. Questo significa che la sua fondazione deve essere collocata proprio nella prima metà del Cinquecento, rendendola una delle confraternite più antiche dell'intero territorio calabrese.

L'aggregazione all'Arciconfraternita romana non era un semplice titolo onorifico. Essa rappresentava un legame spirituale diretto con la più importante istituzione eucaristica della Chiesa, dalla quale derivavano privilegi, indulgenze e un preciso modello organizzativo.
Fin dalle sue origini la confraternita aveva il compito di onorare il Santissimo Sacramento, promuovere la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni eucaristiche e garantire il decoro delle processioni solenni.

Il cuore della vita religiosa del paese

Per secoli la confraternita rappresentò uno dei pilastri della vita religiosa di San Giorgio Morgeto.
I confratelli prendevano parte alle processioni indossando l'abito confraternale, accompagnavano il Santissimo Sacramento nelle festività più solenni e seguivano il sacerdote quando portava l'Eucaristia agli infermi.
Accanto alla dimensione liturgica vi era quella sociale. Come tutte le confraternite dell'epoca, anche quella del Santissimo Sacramento garantiva assistenza ai confratelli malati, provvedeva alle esequie dei defunti e offriva sostegno morale e materiale ai membri della comunità.
Lo scopo fondamentale di queste congregazioni era «onorare pubblicamente il Santissimo Sacramento e recare processionalmente il Viatico agli infermi» oltre ad assistere spiritualmente i confratelli e mantenerne viva la fede.
Non si trattava quindi soltanto di organizzare processioni o cerimonie, ma di vivere concretamente la carità cristiana attraverso una comunità stabile di laici.

Il riconoscimento civile

Con l'arrivo dell'età moderna anche le confraternite furono sottoposte al controllo dello Stato. Dopo il periodo napoleonico, il Regno di Napoli impose che ogni confraternita ottenesse il cosiddetto Regio Assenso, necessario per poter continuare ad operare legalmente.
La confraternita di San Giorgio Morgeto presentò la propria richiesta il 20 novembre 1800. L'autorizzazione arrivò soltanto sette giorni dopo, il 27 novembre 1800, confermando ufficialmente l'importanza che il sodalizio aveva ormai assunto nel territorio.

L'elevazione ad Arciconfraternita

Il momento più significativo della sua storia giunse nel Novecento.
Il 25 maggio 1925, con decreto apostolico, la Confraternita del Santissimo Sacramento venne elevata al rango di Arciconfraternita.
Come ricorda Rocco Liberti, «era denominata Arciconfraternita ogni associazione che aveva la facoltà di unire a sé altre del medesimo tipo».
Il decreto concedeva inoltre il prestigioso «privilegio di aggregare a sé nelle forme dovute altre confraternite dello stesso nome e della stessa natura esistenti nell'ambito della diocesi di Mileto, comunicando loro tutte le indulgenze comunicabili».
Era un riconoscimento eccezionale, che poneva la confraternita sangiorgese tra le istituzioni religiose più autorevoli della diocesi.

L'abito confraternale

L'abito costituiva uno degli elementi più caratteristici della confraternita.
Lo stesso Liberti ne riporta una descrizione precisa: «La foggia della divisa consisteva nel solito camice bianco col cingolo dello stesso colore, ed il Rocchetto di colore scarlato di robba di lana uniforme, ed il consueto capuccio di tela bianca per covrirsi il volto nell'esequie, e nelle processioni di Penitenza.»
Ogni elemento possedeva un preciso significato simbolico: il bianco richiamava la purezza dell'Eucaristia, mentre il rosso ricordava il sacrificio di Cristo.

Una tradizione che continua

A quasi cinque secoli dalla sua fondazione, l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento continua a rappresentare una delle istituzioni più prestigiose di San Giorgio Morgeto.
Essa custodisce una memoria fatta di fede, servizio e appartenenza alla comunità, tramandando valori che hanno attraversato le generazioni. Dalle prime testimonianze del 1545 fino all'elevazione ad Arciconfraternita nel 1925, il suo cammino racconta la storia di uomini e donne che hanno scelto di vivere il Vangelo attraverso la devozione all'Eucaristia, il servizio alla Chiesa e l'impegno verso il prossimo.
Come tutte le grandi istituzioni nate dalla pietà popolare, anche questa confraternita non rappresenta soltanto un capitolo della storia religiosa locale, ma costituisce una parte fondamentale dell'identità storica e culturale di San Giorgio Morgeto.

Fonte principale: Rocco Liberti, Le confraternite nell'area della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi (2001, ed. riveduta 2016).

Il nuovo Regolamento interno delle Confraternite

Nel solco di questa lunga tradizione storica e spirituale, le confraternite di San Giorgio Morgeto hanno recentemente vissuto un importante momento di rinnovamento con l’approvazione del nuovo Regolamento interno, frutto di un percorso condiviso di riflessione, discernimento e responsabilità ecclesiale.
Il documento nasce dall’esigenza di aggiornare e rendere più chiari alcuni aspetti della vita confraternale, in coerenza con lo Statuto e il Regolamento della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, e con l’obiettivo di garantire maggiore ordine organizzativo, trasparenza amministrativa e continuità pastorale. Al tempo stesso, esso intende rafforzare la dimensione spirituale delle confraternite, ribadendo che ogni attività deve essere vissuta “con decoro e con ordine”, come servizio a Dio e alla comunità.

Uno degli elementi più significativi del nuovo regolamento è l’apertura alla partecipazione femminile nella vita confraternale. In particolare, viene istituito il ramo femminile dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e riconosciuta la possibilità per le donne di prendere parte attiva alle processioni, anche portando la Croce nel Venerdì Santo secondo l’antica tradizione devozionale della “Maddalena”. Si tratta di un passaggio rilevante che esprime una maggiore corresponsabilità di tutti i fedeli nella vita della Chiesa, in linea con lo spirito del Concilio Vaticano II.

Il regolamento è stato approvato all’unanimità dai Consigli Direttivi dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, guidata dal priore Michele Milone, e della Confraternita del Santo Rosario, guidata dal priore Luigi Gullace, insieme ai rispettivi Collegi dei Revisori. La decisione è avvenuta durante una seduta straordinaria svoltasi nei locali parrocchiali, alla presenza dell’assistente spirituale e parroco don Antonio Sorrentino.
L’entrata in vigore è stata fissata al 23 novembre 2025, in occasione della Solennità di Cristo Re dell’Universo, come segno simbolico di affidamento del cammino confraternale alla regalità di Cristo.

Questo nuovo assetto normativo non rappresenta una rottura con la tradizione, ma piuttosto la sua naturale evoluzione: un tentativo di custodire e rinnovare un patrimonio secolare di fede, devozione e servizio, affinché le confraternite continuino a essere, anche nel presente, un punto di riferimento vivo per la comunità di San Giorgio Morgeto.
Consiglio Direttivo

Priore: Michele Milone
Vice Priore: Giuseppe Guerrisi
Segretario: Gino Spanò
Tesoriere: Vincenzo Fazari
Consiglieri:Michele Raffa, Antonio Rao, Pasquale Platì

Padre Spirituale e Parroco:
Don Antonio Sorrentino


Collegio dei Revisiori dei Conti

Angelo Raffa
Domenico Avenoso
Domenico Zito
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